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Marea nera: Dudley subito sul campo

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Marea nera: Dudley subito sul campo

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Appena insediato alla guida delle operazioni anti marea nera, Robert Dudley si fa vedere già sul campo, al posto di manovra. La BP sceglie un modo diverso di comunicare, per rimediare almeno al disastro mediatico visto che, dopo 2 mesi, ancora non riesce a risolvere quello ambientale:

“Fra le cose che devo fare c‘è quella di ascoltare attentamente per essere sicuro che capiamo davvero quel che sta accadendo in modo da rispondere adeguatamente con tutte le risorse a disposizione della BP e in collaborazione con la guardia costiera”.

I tecnici della compagnia petrolifera britannica sono riusciti a riposizionare l’imbuto sulla bocca del pozzo che contribuisce a ridurre la fuga di petrolio nell’acqua e che era stato danneggiato da un robot. Imbuto o no, secondo il governo statunitense, continuano a disperdersi nel Golfo del Messico fra i 30 e i 60mila barili di greggio al giorno:

“Le barriere sono piene di granchi completamente coperti di greggio che cercano di sfuggire alla marea nera – dice Jaime Matyas della National Wildlife Federation – Riusciamo facilmente a prenderli in mano, mentre in condizioni normali sarebbe impossibile perché sono velocissimi. Si muovono come un uomo che cercasse di correre su un terreno inzuppato di melassa”.

La situazione è sempre più drammatica e c‘è il rischio che si diffonda un senso d’impotenza. Uno dei pescatori ingaggiati dalla BP per partecipare alle operazioni di recupero si è suicidato.