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Pomigliano d'Arco dice sì. La FIAT: lavoreremo per attuare l'accordo

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Pomigliano d'Arco dice sì. La FIAT: lavoreremo per attuare l'accordo

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Pomigliano d’Arco ha detto sì al referendum, come previsto ma la sorpresa è che si è mantenuto un fronte del no. Ha votato sì il 63% circa degli operai, il no ha ottenuto il 36%.

Ora i sindacati favorevoli all’accordo chiedono alla Fiat di rispettare la promessa di investire 700 milioni di euro rilocalizzando qui la produzione della Panda, oggi in Polonia. È per questo che i metalmeccanici di Pomigliano hanno accettato di rinunciare a certi diritti garantiti dal contratto nazionale. Secondo la Fiom, contraria all’intesa, la Fiat ha approfittato della fame di lavoro, in un territorio socialmente sensibile come quello di Napoli.

Le voci degli operai, quelli che accettano di parlare: “Purtroppo la maggioranza delle persone non ha capito il progetto che voleva fare il nostro management perché è un grosso sacrificio per loro portare qui la Panda dalla Polonia, perché in Polonia i costi sono bassissimi e quindi l’azienda ha fatto un grosso sacrificio a portarla qua”, dice uno.

E un altro: “Adesso sì che la fabbrica avrà un futuro. Noi ci siamo scocciati, sono già due anni e ci aspettano altri due anni di cassa integrazione, quindi ormai abbiamo votato sì – per quelli che hanno votato sì – e dacci questa benedetta macchina!”
 
La Fiat aveva chiesto non solo un sì, ma un sì massiccio e si aspettava una percentuale più alta. Nel suo primo comunicato dopo il referendum l’azienda dice che lavorerà con le parti che hanno firmato l’accordo per individuare e attuare le condizioni per realizzare i progetti futuri. La prognosi per Pomigliano non è dunque ancora del tutto sciolta.