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Pomigliano: oggi il referendum

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Pomigliano: oggi il referendum

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Clima di attesa alla Fiat di Pomigliano d’Arco per l’esito del referendum sul futuro dell’impianto. L’azienda propone di investire 700 milioni di euro, trasferendo la linea di produzione della Panda dalla Polonia alla fabbrica partenopea, in cambio chiede ai lavoratori di rinunciare a una serie di diritti. La maggioranza dei sindacati è d’accordo, contrari la Fiom e lo Slai Cobas, che preannuncia una battaglia legale: “Noi diciamo no a questo accordo perché cancella diritti fondamentali delle lavoratrici e dei lavoratori in materia di diritto allo sciopero e in materia soprattutto di diritto ad ammalarsi. Diritti che nulla hanno a che vedere con l’investimento e con la produzione della Panda”.

Mentre chi è contrario parla di ricatto, la Fiat avverte: il sì deve vincere e deve vincere a larga maggioranza, altrimenti la Panda resterà comunque in Polonia: “Noi votiamo per il sì, almeno io – dice un operaio – perché crediamo che abbiamo il diritto di lavorare. Ormai la cassa integrale si è fatta pesante, non riusciamo più ad andare avanti ed è una grande opportunità che abbiamo oggi e noi, onestamente, vogliamo coglierla, non vogliamo farcela scappare”.

Il voto è seguito da vicino da tutto il mondo industriale. Per gli uni è un modello da seguire nelle relazioni sociali, per gli altri una prima falla nel sistema di protezione dei lavoratori. I primi a mostrare inquietudine sono i lavoratori degli altri stabilimenti Fiat in Italia.