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Guerra del gas. La Bielorussia contrattacca

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Guerra del gas. La Bielorussia contrattacca

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Fra la Bielorussia e la Russia è ormai “guerra del gas” ed è lo stesso presidente Bielorusso Aleksandr Lukashenko a dirlo, visibilmente arrabbiato, dopo aver ordinato la chiusura del gasdotto bielorusso fino a quando Mosca non pagherà quanto dovuto per i dirittti di transito del metano: “In questo momento Gazprom ci deve 260 milioni di dollari per il transito del gas. Ho ordinato al mio governo di interrompere il passaggio sul territorio bielorusso fino a che Gazprom non pagherà. Negli ultimi 6 mesi non hanno pagato neanche un kopeco. Come possono essere così cinici? Ci devono 260 milioni ed esigono da noi 190 milioni, cominciando a stringerci il rubinetto del gas”.

Gazprom aveva infatto ridotto il flusso del metano del 30% poi, malgrado l’assicurazione da parte di Minsk che il debito sarebbe stato estinto entro 15 giorni. Adesso i consumi dell’Europa occidentale sono a rischio. Il direttore generale delle esportazioni di Gazprom Alexander Medvedev rassicura: “Faremo tutto il possibile da parte nostra per far sì che i consumatori europei non soffrano”.

In prima linea ci sono la Lituania, la Polonia e la Germania, che dipendono dalle forniture provenienti dalla Bielorussia. L’Unione Europea chiede il rispetto degli obblighi contrattuali: “Per il momento non abbiamo informazioni sul metano diretto alla Lituania, se sia stato tagliato o meno – dice Marlene Holzner, portavoce della Commissione Europea per gli affari esteri – Se ciò avvenisse la Lettonia potrebbe intervenire, fornendo gas per una settimana, ma non sappiamo cosa potrebbe succedere in seguito”.

Una soluzione già prospettata dai russi sarebbe quella di isolare il tratto bielorusso del gasdotto, facendo passare il metano destinato all’Unione Europea dall’Ucraina.