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Gas: la Bielorussia contrattacca e chiude i rubinetti

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Gas: la Bielorussia contrattacca e chiude i rubinetti

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La Bielorussia passa all’offensiva nella guerra del gas con Gazprom. Il presidente Aleksandr Lukashenko ha ordinato la chiusura del gasdotto fino a che Mosca non pagherà quanto dovuto per i diritti di transito del metano.

La prima mossa era stata ieri della Russia, con il taglio, da parte del gigante energetico, del 15% delle forniture in ritorsione al mancato pagamento degli arretrati. Una decisione avallata dal presidente russo Dmitri Medvedev che ieri aveva ricevuto l’amministratore delegato di Gazprom Aleksei Miller.

Questa mattina il taglio delle forniture russe ha raggiunto il 30%. Da qui la decisione di Minsk, che ha messo in atto una minaccia già ventilata ieri, anche se il vice primo ministro bielorusso Vladimir Siemashko aveva promesso il rimborso entro due settimane.

Il debito bielorusso ammonterebbe all’equivalente di più di 154 milioni di euro. Da parte sua, per il passaggio del metano destinato all’Europa occidentale Minsk reclama a Gazprom arretrati per l’equivalente di oltre 161 milioni di euro.

Il taglio preoccupa in primo luogo Germania, Polonia e Lituania. I russi rassicurano: Gazprom potrebbe far arrivare il metano comunque, via l’Ucraina.