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Denunce e polemiche. La marea nera fra spy story e telenovela

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Denunce e polemiche. La marea nera fra spy story e telenovela

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Rapporti segreti, negligenze alla sicurezza e gite in barca. Il vortice innescato dalla marea nera fa degenerare i toni del confronto. Mentre le denunce di un dipendente gettano sulla Bp l’ombra di nuove menzogne, la Casa Bianca ironizza sulla regata che il numero uno della compagnia petrolifera si è concesso sull’Isola di Wight.

“Se Tony Hayward portasse dei filtri a bordo del suo yacht e venisse nel Golfo del Messico – dice il portavoce Bill Burton -, accetteremmo il suo aiuto. Non conta però quello che fa del suo tempo libero, ma quanto BP sta facendo, per arginare la catastrofe che ha prodotto”.
Duplice il fronte su cui si sta muovendo la compagnia britannica. Accelerare nel recupero del greggio, ma anche nell’attivazione del fondo, istituito per risarcire le vittime della marea nera.
“Vogliamo subito dedicarci ai reclami che sono arrivati – promette il supervisore Kenneth Feinberg -. E vogliamo farlo con la maggiore trasparenza possibile, al fine di dare certezze ai cittadini, sui rimborsi che potranno ottenere”.

Dopo il danno, le comunità colpite temono ora anche la beffa. Entro mercoledì una corte federale si pronuncerà sul ricorso di una decina di compagnie petrolifere, contro la moratoria alle trivellazioni nel Golfo del Messico.