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Singapore, svizzero rischia la fustigazione


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Singapore, svizzero rischia la fustigazione

Un professionista svizzero di trentadue anni è sotto processo a Singapore per avere dipinto graffiti su due vagoni della metropolitana. Rischia 5 anni di carcere, 2400 euro di multa e, soprattutto, la fustigazione.

“E’ una questione morale, non si può torturare la gente – dice Philip Robertson di Human Rights Watch -. Lo hanno stabilito anche le Nazioni Unite, è una regola in tutto il mondo. La fustigazione è considerata una forma di tortura”.
Se gli attivisti dei diritti umani condannano questa pratica, molto diffusa a Singapore, c‘è anche chi la difende.

“La fustigazione è necessaria come punizione. Non importa quello che dice l’Onu. Dobbiamo farlo per proteggere la nostra società” afferma l’avvocato penalista Subhas Anandan.
La pena viene inflitta con una verga, con cui si colpisce il condannato sul sedere, da 3 a 8 volte. Singapore è celebre per le regole ferree che proteggono la pulizia dei luoghi pubblici.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

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