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Una regata per l'ad di BP: è polemica

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Una regata per l'ad di BP: è polemica

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In piena catastrofe ecologica, l’amministratore delegato di BP si concede una vacanza, ed è di nuovo polemica. L’ultimo episodio controverso legato a Tony Hayward è una regata a bordo di uno yacht da 300.000 euro, acquistato assieme ad altre due persone, nell’Isola di Wight, sud dell’Inghilterra. Dove le acque sono di certo più limpide rispetto a quelle del Golfo del Messico, soffocate dalla marea nera. Poco importa che Hayward sia stato esonerato dalla guida delle operazioni di bonifica.

Per chi paga il prezzo del disastro, si tratta di un insulto. Soprattutto per i pescatori. “Beh, lui si sarà pure riappropriato della sua vita – dice Craig Bielkiewic -, a dire il vero immagino non l’abbia mai persa. Noi invece cerchiamo di occuparci delle nostre”. “Guardate i nostri dirigenti, i nostri politici locali. Non dormono mai – dice Dwayne Price -. Sembra invece che i dirigenti ad alto livello, del nostro governo, di BP, dicano ‘ce ne occuperemo dopo’. Beh, le cose devono succedere ora”.

La BP ha ripreso le operazioni di pompaggio per il recupero del petrolio che esce dalla piattaforma Deepwater Horizon. Secondo la stampa britannica, la compagnia petrolifera avrebbe in serbo un piano per raggiungere quota 50 miliardi di dollari nel fondo per coprire i costi causati dalla marea nera.