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Lisbona abbraccia Saramago. Una riconciliazione a metà

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Lisbona abbraccia Saramago. Una riconciliazione a metà

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Il Portogallo riabbraccia, in extremis, José Saramago.
Con la moglie Pilar, alla camera ardente nel Salone d’onore del municipio di Lisbona, anche un’imponente rappresentanza di intellettuali e politici.

Una riconciliazione però tardiva, quella fra il premio Nobel e il paese che l’accusò di eresia, che nel fiume di lacrime, fa sospettare non manchino anche quelle di coccodrillo.

Fra i tanti applausi, anche assenze eccellenti e due corone di fiori inviate da Raoul e Fidel Castro. Specchio di quanto il controverso autore del “Vangelo secondo Gesù Cristo” continui ancora a dividere.

Dichiarato sostenitore della causa palestinese e nemico giurato dell’ex presidente americano George W. Bush; bollato dall’Osservatore Romano come “ideologo antireligioso” e celebrato da Al Fatah come il “compagno José”, dopo oltre 15 anni di volontario esilio in Spagna, Saramago cerca ora finalmente la pace in patria.