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L'ombra della tragedia sulle elezioni polacche

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L'ombra della tragedia sulle elezioni polacche

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Il dramma del 10 aprile scorso, che ha decapitato i vertici dello stato, ha fatto scattare le elezioni anticipate.

Che impatto avrà questa tragedia sul voto de 20 giugno?

Il mandato di Lech Kaczynski si sarebbe dovuto concludere alla fine dell’anno.
La sua morte improvvisa ha lanciato in una campagna elettorale anticipata le forze politiche, ridando fiato al partito conservatore Diritto e giustizia, guidato dal fratello Jaroslaw Kaczynski, che affronterà lo sfidante di Piattaforma civica, Bronislaw Komorowski, dato per favorito prima del disastro.

Il dramma di Smolensk paradossalmente ha anche riavvicinato Polonia e Russia. Una delle ambizioni della futura presidenza europea polacca, che inizierà nel giugno del 2011, è di rafforzare i legami tra l’Unione e Est.

Andrew Nagorski, analista per l’EastWest Institute:

“I polacchi sentono profondamente il bisogno di stabilizzare le proprie relazioni con l’est, in particolar modo con la Russia così da portarla a dialogare con regolarità con l’Unione e la Nato”.

Considerata più filo-americana che filoeuropea, la Polonia è entrata a far parte della Nato nel 1999 e dell’Unione nel 2004. La sua disponibilità a accogliere lo scudo missilistico Usa ha rafforzato questo aspetto.

Che però sta stretto all’ambasciatore permanente polacco:

Jan Tombinski, ambasciatore polacco per l’Ue:

“L’Unione risponde maggiormente alle nostre sfide future. Essere membro della Nato mette a tacere paure del passato, sono i due aspetti del nostro modo di partecipare alle istituzioni del mondo occidentale”.

Radoslaw Sikorski, ministro per gli Affari Esteri:

“Penso che le circostanze siano cambiate, gli Usa non si sentono più minacciati dalla difesa europea, al contrario vorrebbero vedere un’Europa capace di condividere il fardello”.

L’identità europea passa anche attraverso l’adozione dell’euro che la Polonia prevede di infilare nel portafoglio nel 2012. La crisi potrebbe far slittare quest’appuntamento.
Su questo punto ancora l’ambasciatore polacco per l’Ue:

Jan Tombinski :
“Due anni fa ci eravamo impegnati a dare una data, oggi preferiamo attendere ancora un po’ per avere una zona euro più stabile in grado di darci condizioni certe per entrare a farvi parte.
Penso che oggi la zona euro non sia pronta a accoglierci”.

Di euro in campagna elettorale si è parlato poco. L’esito delle elezioni è importante anche per la moneta unica, il capo dello stato polacco ha diritto di veto sulle nuove leggi e dice la sua in politica estera e di difesa.