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Giocare "a Napoleone". Soldatini umani ricordano Waterloo

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Giocare "a Napoleone". Soldatini umani ricordano Waterloo

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Rullo di tamburi e alta uniforme. In più di 3000 sono accorsi a Waterloo, per combattere una battaglia il cui esito è già noto da 195 anni: quella che segnò la definitiva sconfitta di Napoleone.

A segnare le commemorazioni, ricostruzione di bivacchi dell’epoca, conduzione di esercitazioni militari, ma soprattutto la ricostruzione della battaglia che si svolse sul campo.

A ormai quasi due secoli da quel 18 giugno 1815 che ne cambiò il corso, la storia continua a ripetersi. Unica differenza: le migliaia di soldati che allora caddero sul campo, domani torneranno a rialzarsi.

“Avevamo schierato circa duemila uomini, – racconta calato nel ruolo il Comandante delle forze alleate Wagg Ellis-Jones -. I francesi ne avevano duemila e cinquecento, ma alla fine tutto è andato per il meglio”.

Prossimo appuntamento per il bicentenario. Non certo nel risultato, ma gli organizzatori già promettono grandi sorprese.