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I soci accusano BP

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I soci accusano BP

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Contro BP, ora, scendono in campo anche i soci. Anadarko Petroleum, che detiene un quarto dei diritti di sfruttamento del pozzo all’origine della marea nera, accusa la compagnia di negligenza e imprudenza. Accusa respinta da BP, che dice di non volersi lasciare distrarre da polemiche per concentrarsi sulla piattaforma Deepwater Horizon. L’amministratore delegato Tony Hayward ha lasciato la guida delle operazioni nel Golfo del Messico, proprio all’indomani di un’audizione a Capitol Hill che lo ha visto per ore e ore sotto il fuoco delle domande dei deputati statunitensi.

Ormai sono passati oltre due mesi dall’esplosione che ha ucciso undici addetti e provocato una catastrofe definita dal presidente Barack Obama un 11 settembre ambientale. BP dice di stare recuperando circa 25.000 barili di greggio al giorno. Ma, mentre per arginare la marea si prosegue per tentativi, tra i 35.000 e i 60.000 continuano a fuoriuscire. La compagnia petrolifera ha assicurato che i primi risarcimenti alle vittime della catastrofe attraverso il fondo da 20 miliardi saranno versati con rapidità.