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Vlad Filat, premier moldavo: "La Moldova ha una chiara prospettiva europea"

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Vlad Filat, premier moldavo: "La Moldova ha una chiara prospettiva europea"

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Tra le nazioni più povere in Europa, la Moldova ha sofferto prima il dominio romeno, poi quello sovietico. Nel 1991 ha ottenuto l’indipendenza, ma senza liberarsi del tutto dal controllo russo. Mosca ha mantenuto le sue truppe in territorio moldavo per sostenere l’auto-proclamata Repubblica di Transnistria. Lo scorso autunno, Vlad Filat è diventato primo ministro della Moldova, in un governo pro-europeo. Euronews lo ha incontrato a Lussemburgo.

Euronews: Primo ministro, qui da Lussemburgo come vede il suo paese, la Repubblica di Moldova?

Vlad Filat: E’ un punto di vista diverso, qui da Lussemburgo. Ovviamente questo non significa che non si debbano fare notevoli progressi a Chisinau. Dico che sembra diverso perché da qui si vedono i problemi del mio paese e dei suoi abitanti, si vedono nel dettaglio, per così dire. Al tempo stesso, qui da Lussemburgo vedo che la Moldova ha una chiara prospettiva europea. E questo è dovuto al sostegno costante che riceviamo dai nostri partner europei.

Euronews: La Repubblica di Moldova è stata toccata dalla crisi finanziaria? Ne sente ancora gli effetti?

Filat: E’ stata investita in pieno dalla crisi. Ma devo dire che il nostro paese ha sofferto più che altro per l’assenza delle misure che di solito vengono adottate durante una crisi. E di questo è responsabile il governo precedente.

Euronews: Uno dei temi che lei ha affrontato a Bruxelles è quello della Transnistria. Che cosa si può fare per risolvere il problema?

Filat: La Repubblica di Moldova, insieme ai suoi partner, sta partecipando a una serie di negoziati che non sono affatto semplici. Ma l’obiettivo è regolare definitivamente questo conflitto. Non è soltanto il mio paese ad esserne coinvolto, ma l’intera regione, e, per dirla tutta, anche la comunità europea. Sono soddisfatto dei progressi effettuati nel processo negoziale, che puntano a trovare una soluzione. Vorrei ricordare che le autorità europee si sono impegnate come mai prima d’ora. Ad esempio, con il memorandum firmato dal cancelliere tedesco e dal presidente russo.

Euronews: Che cosa rappresenta questo memorandum?

Filat: Significa un maggiore impegno da parte dell’Europa per trovare una soluzione al conflitto in Transnistria, tutelando al tempo stesso la sovranità e l’indipendenza della Moldova. Significa affrontare il problema in modo appropriato, insieme a tutte le parti coinvolte. Vale a dire non solo con i paesi della regione, ma anche con la comunità europea.

Euronews: Il ritiro delle truppe russe basterebbe a risolvere il problema?

Filat: Sarebbe un modo troppo semplicistico di vedere le cose. Naturalmente la Russia deve impegnarsi a ritirare le proprie forze armate dalla Transnistria, ma questa è soltanto una delle misure che vanno adottate.

Euronews: Qual è la posizione della Russia in questo conflitto, che dura ormai da più di vent’anni?

Filat: Se consideriamo le ultime decisioni e gli ultimi provvedimenti presi dalla Russia, bisogna riconoscere che Mosca si sta adoperando per una soluzione al conflitto in Transnistria.

Euronews: Come descriverebbe le relazioni tra Moldova e Russia?

Filat: Fin dall’inizio del nostro mandato, abbiamo cercato di stabilire un rapporto pragmatico, basato sugli interessi reciproci, in nome della Moldova. Continuiamo nella stessa direzione. Gli incontri che ho avuto con il primo ministro russo Vladimir Putin e con i miei colleghi di governo sono la dimostrazione che questo è l’approccio più utile.

Euronews: Che cosa dice riguardo il referendum fissato a settembre?

Filat: La crisi costituzionale che attraversa il nostro paese non è un segreto. Questa crisi sta provocando un’instabilità politica imbarazzante per la Moldova. Abbiamo cercato di individuare il modo di superare la crisi con consultazioni interne e con l’aiuto dei nostri partner europei. Ora abbiamo trovato una soluzione che, a mio parere, è funzionale. Non ci sono altre soluzioni possibili: di conseguenza, abbiamo indetto un referendum in settembre per modificare la costituzione e conferire ai cittadini il diritto di scegliere il presidente con elezioni dirette. A metà novembre ci saranno elezioni politiche anticipate insieme a elezioni presidenziali.

Euronews: Si candiderà come presidente?

Filat: E’ una decisione che prenderò al momento giusto. In ogni modo la scelta spetta al mio partito, in base alla situazione che si sarà creata.

Euronews: Vuole dirci qualcosa riguardo l’accordo più importante che ha firmato o che sta per firmare con l’Unione europea?

Filat: Dovendo scegliere tra gli accordi presi finora, direi quello di oggi: la decisione di avviare i preparativi per liberalizzare il sistema dei visti. La nostra società merita uno sbocco positivo.

Euronews: E’ stata fissata una data, una scadenza per quando la Moldova spera di entrare a far parte dell’Unione europea?

Filat: C’è una scadenza e si tratta di un obiettivo abbastanza vicino, ma preferisco non parlarne adesso. Vorrei solo sottolineare quanto ho detto altre volte: la data dipende strettamente da come si comporterà la Moldova.

Euronews: Come sono i rapporti con i vostri vicini, con la Romania?

Filat: La Romania non è soltanto un nostro vicino, è più di questo. Le relazioni sono normali. Buone. Gli effetti di queste buone relazioni sono evidenti per i cittadini, su entrambe le rive del fiume Prut, che separa i due paesi. Abbiamo dimostrato che con un approccio pragmatico, con un approccio europeo, otteniamo risultati migliori che non attraverso l’esplosione di sentimenti ed emozioni, che è spesso è soltanto un retaggio del passato.