ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

Le origini delle rivalità fra uzbechi e kirghizi

Lettura in corso:

Le origini delle rivalità fra uzbechi e kirghizi

Dimensioni di testo Aa Aa

Migliaia di persone fuggono dal Kirghizistan in preda al panico, nelle immagini amatoriali girate sabato scorso a Yurkishlak, al confine fra Kirghizistan e Uzbekistan.

Molte le donne e i bambini. Alcuni sono piccolissimi, e a portarli sono guardie di confine uzbeche.

I profughi sono cittadini del Kirghizistan appartenenti alla minoranza uzbeca. Sfuggono alle violenze interetniche che hanno devastato il quartiere uzbeco di Osh, la maggiore città del sud del Kirghizistan. Dei 5 milioni e mezzo di abitanti del paese, il 15 per cento appartiene alla comunità uzbeca, che si concentra nella zona frontaliera del sud.

A Osh, case e negozi degli uzbechi sono stati incendiati il 10 giugno da commando di uomini in passamontagna che sparavano su chiunque cercasse di mettersi in salvo. Gli edifici dove era stata scritta la parola “kirghizo” non hanno subito danni.

Iroda e i suoi figli sono terrorizzati, non capiscono che cosa stia accadendo: “Ce ne andiamo, abbandoniamo le case, perché le hanno bruciate. Picchiano le donne, uccidono gli uomini. Perché? Tutti abbiamo bisogno di pace. Vorremmo poter stare qui, siamo nati qui”.

Il governo ha accusato i sostenitori del deposto Bakiyev di aver fomentato le violenze in rappresaglia all’appogio degli uzbechi al nuovo esecutivo.

Per l’analista politico Shaibek Juraev, che pure non respinge la tesi, bisogna guardare più in là: “Questo in qualche modo minimizza il carattere etnico dei disordini, e forse è importante in questo stadio calmare la popolazione. Ma allo stesso tempo, ignorarne il carattere interetnico e accusare Bakiyev non contribuisce alla soluzione del problema sul lungo periodo”.

Le rivalità fra uzbechi e kirghizi si sviluppano qui, nella ricca valle di Fergana, densamente popolata e importante centro di produzione di seta e cotone, di cui fa parte anche la provincia di Osh.

La valle di Fergana, originariamente uzbeca, è stata arbitrariamente divisa da Stalin fra Uzbekistan, Kirghizistan e Tajikistan. Le migliori condizioni economiche degli uzbechi hanno spesso risvegliato le invidie dei giovani disoccupati kirghizi.

Le tensioni interetniche non sono però le sole a minacciare la regione. La povertà alimenta anche i movimenti islamici radicali. Secondo alcune stime questi gruppi conterebbero 8 mila militanti solo in Kirghizistan.