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Governo kirghizo assicura che Osh è sotto controllo

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Governo kirghizo assicura che Osh è sotto controllo

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Il governo a interim in Kirghizstan assicura che la situazione a Osh è tornata sotto controllo, ma l’Onu avverte che le violenze interetniche potrebbero creare un terreno fertile per gli estremisti islamici.

Gli scontri tra Uzbechi e Kirghizi scoppiati il dieci giugno scorso hanno provocato 400mila rifugiati, secondo stime ufficiali.

Molti nella comunità uzbeca di Osh hanno deciso di partire, nel timore di nuove rappresaglie.

“Siamo costretti a lasciare la nostra casa, il nostro paese, perché ci danno la caccia. Qui ci siamo nati ma ora dobbiamo scappare. Per loro non siamo persone, siamo animali selvatici”.

A Bishkek, vengono arruolate ronde di volontari pronte a intervenire, nel caso in cui le violenze contagino la capitale. Il governo a interim, che dietro gli scontri vede la mano dell’ex presidente in esilio Kurmanbek Bakiev, ha indetto un referendum di riforma costituzionale il 27 giugno.

“Il referendum va fatto perché dobbiamo crearci una base legale. L’affluenza è secondaria, ma la legittimità è essenziale come l’aria che respiriamo”.

La distribuzione degli aiuti umanitari da parte delle Nazioni Unite sta intanto cominciando ad alleviare le condizioni estreme in cui versano decine di migliaia di persone, a Osh e nel sud del Kirghizstan.