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Migliaia di kirghizi tentano di uscire dal paese

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Migliaia di kirghizi tentano di uscire dal paese

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Alla frontiera fra il Kirghizistan e l’Uzbekistan è il caos. Migliaia di kirghizi di etnia uzbeka premono sul confine che le autorità di Tachkent hanno chiuso. I profughi, principalmente donne e bambini, sono scappati dall’ondata di violenza antiuzbeka che si è scatenata nell’ultima settimana nel sud del Kirgizistan.

Malgrado il blocco del confine la solidarietà si organizza, in attesa che arrivino sul posto i più consistenti aiuti che l’ONU sta cominciando a inviare per i 100 mila kirghizi entrati in Uzbekistan prima del blocco della frontiera. Adesso passano solo i malati e i feriti. Vicino al confine è stato improvvisato un dispensario di fortuna.

Il Kirgizistan è senza pace da aprile, quando una rivolta nella capitale ha portato alla cacciata del presidente Bakiyev, accusato di autoritarismo e corruzione. Secondo il governo provvisorio sarebbe stato proprio il clan Bakiyev a fomentare i disordini di questi giorni a Osh, per favorire il ritorno al potere del capo dello stato.

Nella città di Osh i quartieri della minoranza ukbeka sono ridotti a un ammasso di macerie e cenere. Si parla di centinaia di morti, di stupri, di bambini assassinati. Nelle ultime ore l’arrivo dei blindati dell’esercito regolare kirghizo ha riportato un po’ di calma, ma il governo teme che le milizie possano cominciare a imperversare in altre zone.