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Caos alla frontiera, migliaia cercano di fuggire

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Caos alla frontiera, migliaia cercano di fuggire

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È caos alla frontiera tra Kyrgyzstan e Uzbekistan. Migliaia di persone sono ammassate, cercano beni di prima necessità, e un punto di fuga.
Ma l’Uzbekistan ha ordinato la chiusura di ogni passaggio e limitato l’accesso a feriti, ammalati e donne incinte al suo territorio – dove si sono già rifugiate 100.000 persone. Una profuga tiene in mano la foto dei figli che non ha potuto portare con sé. “Ci hanno detto che questo è il Kyrgyzstan e che solo i kirghizi vivono qui – dice. Ecco quello che mi è stato detto. Si sono preparati per questo”.

Gli scontri inter-etnici tra kirghizi e uzbeki nel sud del Paese hanno già fatto centinaia di morti e migliaia di feriti da giovedì. Secondo l’Alto Commissariato Onu per i Rifugiati, sono quasi 300.000 le persone in fuga. Il governo ad interim dice ora che riuscirà a gestire da solo la situazione, sotto controllo ormai, assicura. Roza Otunbayeva, capo del governo ad interim, dice: “Abbiamo dato l’ordine di sparare a vista, ma funziona solo in parte, perché tutti si conoscono e si sostengono, non tutti usano le armi”.

I militari kirghizi pattugliano le strade di Osh. Testimoni parlano di spari e bande di persone armate di spranghe di ferro e sassi che appiccano incendi nelle case e che sparano ai residenti in fuga. Gli Stati Uniti, che in Kirgyzstan hanno una base militare, strategica per le operazioni in Afghanistan, hanno deciso di inviare un emissario per colloqui con le autorità locali su come gestire la crisi umanitaria.