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L'europarlamento chiede un euro-esecutivo più forte

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L'europarlamento chiede un euro-esecutivo più forte

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Tutti d’accordo a Strasburgo: a due giorni dal vertice europeo, i capigruppo delle principali famiglie politiche europee chiedono all’euro-Commissione di riprendere le redini del governo economico.

Una risposta netta, anche se indiretta, a Sarkozy e Merkel, che lunedì da Berlino, chiedendo di essere operativi e di uscire dal dibattito politico, avevano concordato su un esecutivo economico di tutti i 27.

Il capogruppo dei socialisti, Martin Schulz:

“In modo sempre più evidente il Consiglio diventa un governo europeo, sotto un direttorio franco-tedesco”.

La crisi sarà il convitato di pietra del vertice di giovedì. Rassicurare i mercati da un lato e ridare fiducia ai cittadini delle istituzioni europee dall’altro, passando per controlli rigidi dei bilanci nazionali, questo l’obiettivo dei 27.

Il leader dei liberali Guy Verhofstadt:

“Abbiamo bisogno di uno stretto controllo europeo dei singoli bilanci nazionali prima del varo finale dei parlamenti, bisogna dare più poteri a eurostat”.

Per regolamentare i mercati finanziari si chiede più Europa, più unità per ridare fiducia ai cittadini nell’Europa.

Alain Lamassoure, del Ppe:

“Il cittadino europeo può sperare che si metta fine a queste contraddizioni di cui tutti noi siamo vittimi. Se alcuni paesi europei portano avanti politiche di rilancio mentre altri politiche di austerità ci troviamo di fronte a una situazione contradditoria. L’Europa si ferma, la crescita economica si ferma e lo paghiamo in termini di occupazione e potere d’acquisto”.

Al vaglio dei 27 la prima bozza delle conclusioni della task force incaricata di proporre nuove regole per rafforzare le leggi di bilancio comunitarie.