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Bloody Sunday, la storia della verità

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Bloody Sunday, la storia della verità

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1972, anno di sangue in Irlanda del Nord. Il movimento per i diritti civili dei cattolici dà vita a sommosse, duramente represse dall’esercito britannico. Quell’anno 470 persone restano uccise. Fra di loro le 14 del Bloody Sunday. È il 30 gennaio quando i paracadutisti di Sua Maestà aprono il fuoco su una manifestazione non autorizzata a Londonderry.

La prima vittima, un diciassettenne, si chiama Jackie Duddy. Il vescovo della città, Edward Daly, cerca di salvarlo tamponandogli le ferite con un fazzoletto.

Lo stesso fazzoletto che la sorella di Jackie, Kay, stringe fra le mani, nel rivendicarne ancora una volta l’innocenza: “Non stava facendo niente. Ed è per questo che è così frustrante, il fatto che Jackie sia stato seppellito nel nome… dicono che stesse lanciando molotov quando gli hanno sparato, mentre Jackie era innocente al cento per cento. Non stava facendo niente, non c’era assolutamente nessuna giustificazione per sparare su Jackie”.

Jackie e quasi tutte le altre vittime vengono sepolte il 2 febbraio a Londonderry. In migliaia assistono al funerale, nonostante la pioggia e il freddo. Il Regno Unito all’epoca è governato dal premier conservatore Edward Heath.

Viene condotta una rapida inchiesta da Lord John Widgery. Qualche mese più tardi sono rese note le conclusioni: i soldati britannici, che hanno sempre affermato di aver risposto agli spari dei manifestanti, sono assolti.

Bisognerà aspettare l’ascesa al potere di Tony Blair perché vengano avviate nuove indagini, nel 1998, sotto la responsabilità di Lord Saville di Newdigate. Il primo ministro laburista, impegnato nel processo di pace, cede alle pressioni dell’opinione pubblica, con il supporto di nuove prove cui Lord Widgery non avrebbe avuto accesso nel settantadue. Comincia allora un’inchiesta colossale: più di 2.500 testimonianze, 5 mila pagine di conclusioni, un costo di quasi 250 milioni di euro.

Questi i numeri della verità sulla Domenica di sangue. Il giorno in cui l’innocenza è morta in Irlanda del Nord.