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Rifugiati kirgizi, l'Uzbekistan chiude la frontiera

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Rifugiati kirgizi, l'Uzbekistan chiude la frontiera

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Migliaia di cittadini scappano dal Kyrgyzstan in preda alle violenze interetniche. Sarebbero 100 mila i rifugiati nel vicino Uzbekistan, distribuiti in una cinquantina di campi profughi. Ma il governo di Tashkent ha annunciato la chiusura della sua frontiera, perché non è in grado di ricevere ulteriori rifugiati e ha lanciato un appello alla comunità internazionale per contribuire con aiuti umanitari.

Le violenze interetniche scoppiate il 10 giugno tra kirgizi e uzbeki hanno fatto circa 120 morti e oltre 1600 feriti. La città meridionale di Osh è al centro degli scontri. Osh è la roccaforte dell’ex presidente Kurmanbek Bakiev, spodestato nell’aprile scorso da una rivolta popolare. Il governo kirgizo ad interim retto da Olga Otunbaieva ha accusato l’ex capo dello Stato di aver fomentato le violenze, ma questi ha seccamente smentito dal suo esilio in Bielorussia.

Il governo di Bishkek ha chiesto alla Russia di inviare truppe per contribuire a riportare l’ordine, ma Mosca ha risposto che non intende intervenire militarmente al di fuori di un’iniziativa multilaterale.