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Israele, sì a inchiesta con osservatori internazionali

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Israele, sì a inchiesta con osservatori internazionali

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Segni di apertura. Israele condurrà un’inchiesta sull’assalto alla ‘Freedom Flottiglia’ in presenza di osservatori internazionali. La notizia arriva mentre Amr Moussa, primo Segretario Generale della Lega Araba a visitare la Striscia di Gaza, chiede la fine del blocco imposto da Israele 3 anni fa e l’unità dei palestinesi.

“Il popolo palestinese deve essere unito” dice. “La decisione è nelle sue mani. Ci vuole volontà per realizzare questa unione”.

A chiedere la fine dell’isolamento della Striscia di Gaza è allo stesso tempo Ismail Haniyeh, il leader dei radicali di Hamas che, ai microfoni di euronews, propone la creazione di un corridoio umanitario:

“Chiediamo un corridoio marittimo nel Mediterraneo e accettiamo la presenza di osservatori europei nelle acque internazionali o regionali” dice.

A Gaza vivono circa 1 milione e 500 mila persone che dipendono, per la stragrande maggioranza, dagli aiuti internazionali. Il blitz sulla ‘Mavi Marmara’ del 31 maggio che ha portato alla morte di 9 persone è stata giustificata da Israele dalla necessità di verificare che nella Striscia non arrivino armi.

“L’attacco israeliano contro la flottiglia turca ha rilanciato la questione della coesione tra palestinese e il dibattito sulla fine del blocco a Gaza. Per la prima volta da quando Hamas ha preso il controllo della Striscia c‘è un dibattito promettente su questi due temi. Mohamed Elhamy, Gaza, euronews”.