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Marea nera, ultimatum americano a Bp

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Marea nera, ultimatum americano a Bp

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Marea nera, Bp ha 48 ore per trovare nuove soluzioni. Glielo intima la guardia costiera americana, dopo la revisione al rialzo della perdita di greggio a sei milioni di litri al giorno.

E la compagnia britannica dovrà pagare fino all’ultimo centesimo per i danni ambientali ed economici causati nel Golfo e stimati a oltre 33 miliardi di euro.

La nazionalità non c’entra, ha detto Barack Obama al premier britannico Cameron nel loro primo serio contatto telefonico dopo il disastro. Ma una compagnia ricca deve rispettare i propri obblighi.

Nessuna frizione diplomatica, quindi, anzi i due leader concordano: Bp deve far fronte alla situazione in maniera efficace.

Non abbiamo nessun interesse, ha concluso Obama, a screditare Bp.

Ma intanto il titolo in borsa, sotto la pressione delle critiche e la controversa questione dei dividendi, è crollato del 40 per cento dopo l’esplosione della Deepwater.

Bp, dal canto suo, apprezza l’impegno congiunto di Londra e Washington, mentre nell’oceano prova a bruciare il petrolio, una soluzione che all’ambiente forse proprio bene non fa.