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Mosca non invia aiuti militari al Kyrgyzstan

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Mosca non invia aiuti militari al Kyrgyzstan

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Niente aiuti militari dalla Russia al Kyrgyzstan. Da Mosca arriveranno soltanto aiuti umanitari ha fatto sapere la portavoce del presidente Dmitri Medvedev, mentre Osh, la seconda città del Paese, brucia. Gli scontri inter-etnici tra kirghizi e uzbeki hanno già fatto oltre 60 morti e quasi mille feriti, migliaia le persone in fuga, ma è un fatto interno, fa sapere il Cremlino.

Per la repubblica ex-sovietica si tratta della più dura esplosione di violenza dalla rivolta dello scorso aprile durante il quale fu deposto e costretto alla fuga l’allora presidente Kurmanbek Bakyev, di cui il sud del Paese costituisce la roccaforte. Le autorità kirghize dicono che senza rinforzi non avranno forze sufficienti per affrontare la situazione.
Per fare fronte agli scontri, il governo ad interim ha fatto appello a Mosca. “Abbiamo bisogno di maggiori forze militari per riportare la situazione alla normalità – ha detto Roza Otunbayeva, presidente ad interim -. Per questo abbiamo chiesto alla Russia di aiutarci”.

La situazione preoccupa anche gli uzbeki residenti a Mosca, molti dei quali si sono radunati davanti all’ambasciata dell’Uzbekistan. Khuvaida Raimzhanova, dice: “I nostri parenti ci chiamano, ci chiedono aiuto, ci chiedono di cercare aiuto dalla Russia. Chiediamo alla Russia di aiutarci”. Lo stato di emergenza resta in vigore a Osh, mentre il coprifuoco è stato esteso anche a Jalalabad.