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Spagna, riforma del lavoro senza i sindacati

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Spagna, riforma del lavoro senza i sindacati

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La riforma del mercato del lavoro in Spagna sarà fatta senza la partecipazione dei sindacati. Due anni di trattative si sono conclusi con un nulla di fatto e l’esecutivo Zapatero presenterà la prossima settimana un decreto che punta a inserire maggiore flessibilità in un mercato del lavoro considerato troppo rigido.
“Vogliamo ridurre il costo dei licenziamenti per le imprese – ha detto il capo del Governo – senza, allo stesso tempo, far perdere diritti ai lavoratori. E vogliamo imprimere un cambiamento chiaro in favore della flessibilità interna delle imprese”.

La riunione dell’ultima chance al ministero del lavoro si è svolta nella notte tra mercoledì e giovedì, ma non è servita a raggiungere un’intesa con i sindacati. La riforma del mercato del lavoro è resa più urgente dalla crisi economica e da quella dei conti pubblici.

“Vogliono questa riforma – dice Duran y Lleida, esponente della destra catalana – perché la impongono i mercati, la chiedono il Fondo monetario internazionale e anche l’Unione europea”.

Dopo un piano d’austerità da 15 miliardi di euro e questa riforma del mercato del lavoro, il governo spagnolo si appresta a cambiare anche la previdenza, con l’innalzamento dell’età pensionabile. Anche in questo caso si procederà per decreto.