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Scontri etnici in Kirgyzstan: almeno 45 morti


Kirghizistan

Scontri etnici in Kirgyzstan: almeno 45 morti

E’ di almeno 45 morti e oltre 600 feriti il bilancio degli scontri etnici in Kirgyzstan. La città di Osh, secondo centro del Paese con 200 mila abitanti, è stata messa a ferro e fuoco. Sulle strade si scontrano kirghizi e uzbeki, che in questa regione contano un uguale numero di residenti. Pare che i disordini siano iniziati in seguito a una rissa in un casinò. Centinaia di persone armate di bastoni sono state viste arrivare in città dalle campagne. Il governo di Bishkek ha dichiarato lo stato d’emergenza nella regione.

Osh è la roccaforte dell’ex presidente Kurmanbek Bakiev, spodestato da una rivolta popolare il 7 aprile scorso. Da allora il Kirgyzstan è retto da un esecutivo ad interim presieduto dall’ex oppositrice Rosa Otunbayeva. Il governo ha inviato truppe, con elicotteri e carri armati, nel tentativo di riportare la calma.

Dalla rivolta dell’aprile scorso, il Paese è continuamente scosso da disordini. In maggio, scontri nella città di Jalalabad avevano fatto due morti e 70 feriti. Un appello alla calma è stato lanciato dal segretario generale dell’Onu Ban Ki-Moon.

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