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Srebrenica: due ergastoli per il più grave massacro dalla seconda guerra mondiale

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Srebrenica: due ergastoli per il più grave massacro dalla seconda guerra mondiale

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Ergastolo, ma non per tutti: il Tribunale Penale Internazionale ha inflitto il carcere a vita a due ex alti gradi serbo-bosniaci, e ad altri cinque pene comprese tra i cinque e i trentacinque anni.
Una sentenza che giunge al termine di quello che è stato il più grande processo finora celebrato per l’ex Jugoslavia. Soddisfazione tra i parenti delle vittime del massacro di Srebrenica:

“L’importante non è quanto tempo debbano passare in carcere, ma che siano condannati. Che paghino per i loro crimini. Perché il genocidio, i crimini che hanno commesso, devono essere puniti. È importante per le nuove generazioni della Bosnia Erzrgovina, per il futuro di questo Paese”

L’ex colonnello Ljubisa Beara, all’epoca braccio destro di Ratko Mladic, è stato condannato all’ergastolo per genocidio, in relazione al massacro di Srebrenica. Stessa condanna per il tenente colonnello Vujadin Popovic. Anche per gli altri cinque accusati il pubblico ministero aveva chiesto l’ergastolo, ma il giudice ha stabilito invece pene più lievi, tra i cinque e i trentacinque anni per aver a vario titolo incitato o aiutato a commettere i crimini di Srebrenica.

Nell’enclave bosniaca furono massacrati circa 7.000 civili di sesso maschile, mentre il resto della popolazione veniva espulso, negli ultimi mesi della guerra dell’ex Jugoslavia. Era il luglio 1995. Fu il peggior massacro in Europa dal secondo dopoguerra.