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Liberali olandesi: vittoria di stretta misura

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Liberali olandesi: vittoria di stretta misura

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Sarà il liberale Marc Rutte il nuovo premier olandese? All’indomani delle elezioni politiche anticipate il suo partito è in vantaggio sì, ma di un solo seggio e la situazione potrebbe ancora evolvere fino al 15 giugno, quando saranno proclamati i risultati definitivi del voto.

Ha sorpreso la tenuta dei laburisti di Job Cohen che tallonano i liberali. L’ex sindaco di Amsterdam non rinuncia all’idea di provare a formare una coalizione, pur sapendo che l’uso politico nei Paesi Bassi vuole che sia il partito di maggioranza relativa a esprimere il premier.

I liberali puntavano sulla totale adesione degli elettori alle loro promesse di rigore finanziario per superare la crisi, ma si devono accontentare di 31 seggi. I laburisti ne conservano 30, mentre il vero trionfo è quello del Partito della libertà, xenofobo e antimmigrati, che quasi triplica i propri seggi, passando da 9 a 24 parlamentari. Il tutto a spese dei cristiano-democratici, dimezzati.

Adesso Geert Wilders alza la voce e pretende di entrare nella coalizione di governo con il suo programma fatto di proposte quali una tassa di 1000 euro sul velo islamico.

La carriera di Jan Peter Balkenende appare invece finita, tanto è vero che l’ex premier ha annunciato che lascerà anche la guida del Partito cristiano-democratico.

Mai panorama politico è stato più frammentato nei Paesi Bassi negli ultimi cinquant’anni. Per formare una coalizione saranno necessari almeno 3 se non 4 partiti.