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Italia. Il governo ottiene la fiducia al Senato sul DDL intercettazioni

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Italia. Il governo ottiene la fiducia al Senato sul DDL intercettazioni

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Con 164 sì e 25 no al Senato il governo Berlusconi ha ottenuto la fiducia al disegno di legge sulle intercettazioni telefoniche. Il voto si è svolto in un clima teso, dopo che i Senatori dell’Italia dei valori avevano occupato i banchi dell’esecutivo e con un’aula dimezzata. Il Partito Democratico e altre formazioni di opposizione non hanno infatti partecipato al voto, ritirandosi in una sorta di Aventino per protestare contro il DDL definito un attacco alla libertà di stampa:

“Il mio gruppo non parteciperà al voto di fiducia – ha detto Anna Finocchiaro, Presidente dei Senatori del PD – Non parteciperemo Presidente perché noi vogliamo che risulti con ogni evidenza, e con il rispetto sacro che abbiamo di quest’aula e della legge, il fatto che qui comincia il massacro della libertà”.

Per il Popolo delle Libertà si tratta semplicemente di proteggere la privacy in un paese in cui, nota il partito di maggioranza relativa, ogni anno vengono intercettate le telefonate di 3 milioni di persone:

“Nel 1995 – ha dichiarato il Presidente dei Senatori del PDL Maurizio Gasparri – la Corte Costituzionale con una sentenza sul diritto di cronaca aveva detto che era legittimo il divieto di pubblicare atti processual sino al termine delle indagini, proprio perché le pubblicazioni favoriscono i criminali. E quindi pubblicare tutto aiuta il crimine, non mettere delle regole alle pubblicazioni”.

Contro l’approvazione della cosiddetta “legge bavaglio” il Popolo Viola ha inscenato una manifestazione vicino al Senato. La Federazione Nazionale della Stampa ha deciso di far uscire da domani i giornali listati a lutto e ha indetto uno sciopero per inizio luglio.