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Iran: sanzioni un errore, per la Turchia

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Iran: sanzioni un errore, per la Turchia

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È ancora visibilmente teso il capo del governo turco, Recep Tayyip erdogan, il giorno dopo il voto con cui il Consiglio di Sicurezza delle nazioni Unite ha decretato nuove sanzioni contro l’Iran. Sanzioni che rischiano di interrompere un processo, una possibile via d’uscita, elaborata proprio dalla Turchia insieme al Brasile. Un negoziato che sembrava promettente, ma che è stato di fatto bloccato dai grandi, accusa Erdogan:

“Se l’Iran non avesse mantenuto le sue promesse, avreste potuto deliberare le sanzioni. Ma avete chiesto dieci mesi all’Iran, che ha accettato, e proprio mentre un processo si stava avviando voi lo avete bloccato con queste sanzioni. Non vogliamo essere complici di un errore simile, perché la storia non ce lo perdonerebbe. Per questo abbiamo deciso di mantenere una posizione degna, e l’abbiamo fatto”

In Israele le sanzioni vengono salutate con soddisfazione relativa: un passo in avanti, ma non basta. Dovrebbero essere più chiare, più mirate, secondo gran parte della stampa e secondo il governo:

“Quello che serve ora è un’azione determinata da parte della comunità internazionale, per imporre sanzioni più specifiche, sanzioni dirette a settori specifici, sanzioni che siano più focalizzate. Si può fare in vari ambiti internazionali o anche a livello nazionale, Stato per Stato”

Solo Turchia e Brasile, i due Paesi che avevano proposto il piano negoziale, hanno votato contro. Astenuto il Libano, a favore tutti gli altri, compresa, a sorpresa ma non troppo, la Cina.