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Affondata dalla marea nera. BP in picchiata sui mercati

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Affondata dalla marea nera. BP in picchiata sui mercati

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La marea nera sale, la BP affonda. Ieri ai minimi da 14 anni alla borsa di New York, la compagnia petrolifera britannica continua la sua picchiata sui mercati valutari.

Perso già un terzo del suo valore, si aggrappa ora alla piattaforma galleggiante, che affiancherà quella già impegnata nell’aspirazione del greggio.

“Per ora la stiamo conducendo sul posto – informa Thad Allen, ammiraglio della Guardia Costiera, incaricato delle operazioni di contenimento -. Dal 14 giugno dovrebbe essere in grado di incrementare di altri 10.000 barili al giorno, il volume del greggio che ora recupera la Discovery Enterprise”.

Appena ieri l’ultimatum di Washington alla compagnia petrolifera: tre giorni per fare chiarezza su numeri e strategie di contenimento.

Un balletto di barili e donazioni dietro il quale, secondo il governatore della Louisiana Bobby Jindal, la BP nasconderebbe le dimensioni della catastrofe: “Ogni giorno annunciano nuove cifre – accusa -. Quello che manca è però un quadro complessivo delle perdite di petrolio”.

Ultimo ritrovato contro la guerra di stime, il lancio in acqua di sofisticate telecamere subacquee. Apparecchiature, che aprendosi poi come un ombrello, dovrebbero monitorare la concentrazione di greggio sotto il livello del mare.