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Sanità, ministri UE d'accordo su rimborsi cure estero

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Sanità, ministri UE d'accordo su rimborsi cure estero

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Dopo quattro anni di negoziati, i ministri della salute europei hanno dato vita al primo accordo politico per regolamentare la mobilità dei pazienti all’interno dell’Unione.

La principale novità consiste nelle condizioni per evitare che il cosidetto turismo sanitario finisca per gravare eccessivamente sui bilanci dei sistemi nazionali, già duramente provati.

Come regola generale, il paziente avrà diritto ai trattamenti nel proprio paese di residenza. Se invece decidesse di farsi curare nel paese di origine, sarà quest’ultimo a rimborsare le spese.

Il terzo caso riguarda i pazienti che vogliono curarsi in un paese terzo: per avere diritto a un rimborso, il paese di residenza dovrà fornire un’autorizzazione preventiva: soprattutto per trattamenti specializzati che potrebbero rappresentare un rischio sia per il paziente che per i bilanci sanitari nazionali.

Su richiesta della Spagna, dove vivono diversi pensionati nordeuropei, l’accordo prevede che il paese di origine dovrà versare un rimborso al paese di residenza fornitore di cure.

Sull’accordo dovrà ora pronunciarsi il Parlamento europeo.