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Paesi Bassi: seggi aperti, politiche dal risultato incerto

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Paesi Bassi: seggi aperti, politiche dal risultato incerto

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Le prime elezioni in un Paese dell’eurozona dopo la crisi greca: i cittadini olandesi stanno votando per il rinnovo del parlamento, con un risultato che si preannuncia incerto e che potrebbe sfociare in un governo di coalizione.

Dodici milioni di aventi diritto, 150 seggi in ballo, 18 partiti in lizza. Nessun candidato dovrebbe raggiungere la maggioranza di 76 deputati utile per governare. La crisi ha spostato l’interesse dell’elettorato dall’immigrazione ai temi economici.

Il favorito è Mark Rutte, il leader dei liberali. Quarantatré anni, ex manager, propone un taglio di venti miliardi di euro alla spesa pubblica nel corso della legislatura. I liberali che attualmente hanno 21 seggi dovrebbero ottenerne 34.

In seconda posizione Job Cohen, 62 anni, ex sindaco di Amsterdam e leader dei laburisti. Il programma del suo partito prevede di aumentare la pressione fiscale sui redditi alti e di tagliare la spesa pubblica di dieci miliardi di euro. Dovrebbe conquistare 31 seggi.

Il grande sconfitto dovrebbe rivelarsi Jan Peter Balkenende, il primo ministro uscente del partito cristiano-democratico, che attualmente conta 41 seggi e potrebbe perderne quasi la metà. A febbraio il suo governo è caduto sulla missione in Afghanistan.

Il partito xenofobo di Geert Wilders, in difficoltà nei sondaggi, potrebbe comunque raddoppiare il suo peso politico, attualmente ha nove deputati.