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Charleroi dove i disoccupati sono il 28%

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Charleroi dove i disoccupati sono il 28%

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A Charleroi, città francofona, nel cuore di quel che resta della siderurgia belga, sarebbe un vero e proprio disastro se le proposte di alcuni partiti fiamminghi che tendono a dire basta allo stato sociale, avessero la meglio nell’elezioni politiche anticipate di domenica 13 giugno. A Charleroi il tasso di disoccupazione é molto forte come spiega Christofer

“Ho fatto una formazione per la vigilanza dopo sei mesi di disoccupazione, ho trovato un part time di tre mesi, ma siccome dopo tre mesi devono farti un ocntratto a tempo inditerminato preferiscono non farlo e pagarti in nero”

In questa regione del Belgio il tasso di disoccupazione é del 28% della popolazione attiva contro il 15,9% a Bruxelles e l’11,2% in Vallonia. Nelle Fiandre il numero dei senza lavoro é solo del 5,5%

“I responsabili politici fiamminghi, ma non credo la popolazione nel suo insieme, vogliono una maggiore autonomia, ma penso che sia un calcolo a breve termineo altrimenti ci sono diversi elementi che vanno considerati come per esempio le pensioni. Sappiamo infatti che nelle Fiandre la popolazione invecchia molto prima e quindi ci sono molte piu’ pensioni da pagare”

Nelle Fiandra i maggiori problemi derivanti dalla disocuppazione toccano piuttosto la popolazione di oltre 50 anni. An Meert é senza lavoro dal 2008, ha inviato un migliaio di curricula a molto imprese che pero non si sono degnate di risponderle. A suo parere la divisione delle risorse a livello regionale potrebbe avere un impatto positivo sulla disoccupazione nelle Fiandre.

“Mi sembra una buona idea, ma difficile da mettere in pratica e inoltre credo che potrebbe dare maggiore stabilità agli altri senior disoccupati aiutandoli a trovare un lavoro o obbligando le imprese a riservare una serie di posti alle persone anziane come avviene per gli handicappati”

Anche il tema delle pensioni é strettamente collegato al problema comunitario che avvelena i rapporti tra le Fiandre e la Vallonia.

L’idea, dice quest’analista alla Ing Bank, é che se si applica una differente fiscalità tra le regioni , c‘è sempre la possibilité di avere una concorrenza tra le due regioni e evidentemente la regione con maggiore attività ha piu’ capiacità di modificare il tasso d’imposizione, é questo il rischio che si corre quando non si paga piu’ la solidarietà, anche se puo’ essere un errore, ma quando non si deve piu’ pagare per la solidarietà si ha la capacità di abbassare il carico fiscale

Un’ulteriore tema di discussione dunque tra il Nord benestante, le Fiandre, e il Sud, la Vallonia, piu’ povero