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Togliere ai poveri per dare ai ricchi. La Germania contro l'austerity

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Togliere ai poveri per dare ai ricchi. La Germania contro l'austerity

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“Una stretta di cinghia, che rischia di soffocare il paese”. Questa la paura che rimbalza sui quotidiani tedeschi, all’indomani dell’austerity annunciata da Berlino. Una cura dimagrante da oltre 80 miliardi, che al governo Merkel già costa l’accusa di capovolgere la lezione di Robin Hood.

“Vengono colpiti i più deboli – rimprovera un cittadino -. Sono misure che toccano noi, mentre i ricchi li lasciano stare. E’ sempre così. Il governo deve cambiare”.

Un urgente confronto con il cancelliere Angela Merkel e il suo vice Guido Westerwelle la richiesta degli scontenti. Un cartello che spazia dai socialdemocratici e le associazioni, fino ai sindacati di categoria.

In prima linea nel prometter battaglia i confederati del DGB, il Deutscher Gewerkschaftsbund. “Nessuno dovrà sottovalutare la nostra rabbia contro queste decisioni – mette in guardia il numero uno Michael Sommer -. E nessuno dovrà sottovalutare e la nostra determinazione a correggere la rotta imboccata”.

A sintetizzare le accuse dell’SPD, il presidente Sigmar Gabriel: “Il paese è stato messo in lavatrice – ha detto – ma a ciclo differenziato. Delicato per i ricchi, centrifuga per disoccupati e famiglie”.