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Marea nera: una guerra logorante, ma Obama si mostra ottimista

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Marea nera: una guerra logorante, ma Obama si mostra ottimista

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Un nemico che cambia volto: la marea nera nel Golfo del Messico pone problemi sempre nuovi, sempre inattesi, ed è una guerra estremamente complessa e dura da vincere. Non una massa uniforme da contenere, ma grandi macchie che vanno in mille direzioni diverse, e hanno già sporcato duecento chilometri di costa, ucciso migliaia di animali e continueranno a farlo per anni. Quello del Golfo del Messico è un ecosistema fragile, e l’esplosione della piattaforma BP, da settimane, lo sta devastando. Non è roseo il quadro tracciato dall’ammiraglio Thad Allen, comandante delle operazioni, durante un vertice alla Casa Bianca.
Più rassicuranti i toni del presidente, Barack Obama:

“Riusciremo a contenere la marea nera. Ci vorrà ancora del tempo, e molti sforzi. Ci saranno danni alle coste del Golfo, e ci saranno danni economici che la BP dovrà compensare, e faremo in modo che lo faccia. Ma la cosa della quale sono assolutamente sicuro è che superemo questa crisi”

Le schiarite si alternano a nuove nubi: BP è riuscita, grazie al nuovo tappo di contenimento della falla, a recuperare 11.000 barili di greggio, ma ha poi dovuto sospendere le operazioni perché non riusciva più a immagazzinarne. L’arrivo di un’altra nave cisterna permetterà di recuperarne 20.000, ma sta per arrivare in zona un uragano e questo imporrà la sospensione di tutte le attività, comprese quelle di contenimento sulla costa.

Ma non quella di Erin Brockovic, celebre avvocato ambientalista, chiamata in Louisiana dai pescatori e pronta a un’altra grande battaglia.