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Erdogan con Gaza, chiede fine del blocco

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Erdogan con Gaza, chiede fine del blocco

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Dall’asse Turchia-Israele all’asse Turchia-Gaza. La metamorfosi diplomatica di Ankara si è conclusa ieri, quando il Premier turco Recep Tayyip Erdogan ha trasformato il vertice euroasiatico e Medio Oriente a Istanbul nell’occasione per chiedere nuovamente una condanna ferma del blitz israeliano contro la flottilla filo-palestinese e la fine del blocco della Striscia di Gaza.

In un’accesa seduta alla Knesset, il Parlamento israeliano ha votato per un’indagine interna sui fatti di lunedì 31 maggio, bocciato la proposta rilanciata dal Segretario Generale dell’Onu di un’inchiesta internazionale. Ma promesso la formazione di un gruppo di esperti che analizzi eventuali errori strategici nell’assalto alla nave degli attivisti filo-palestinesi.

Intanto, in concreto, le relazioni economiche tra Tel Aviv e Ankara sono in alto mare. Stoppato il mega contratto da 180 milioni di dollari per la vendita di droni ad Ankara. Punta dell’iceberg del raffreddamento delle relazioni bilaterali.

“Non credo che i grossi progetti potranno andare avanti adesso” dice il ministro israeliano all’Industria Benjamin Ben-Eliezer . “Ma sono convinto che prima o poi le relazioni torneranno come prima”.

E sul terreno la tensione rimane alta. L’incidente della ‘Freedom Flottilla’, costato la vita a 9 persone, ha spinto l’Iran ad annunci che Israele considera una nuova provocazione. Due navi della Mezzaluna iraniana con a bordo aiuti umanitari saranno inviate a Gaza entro il fine settimana.