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"Calci nel sedere" alla BP. Obama perde le staffe

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"Calci nel sedere" alla BP. Obama perde le staffe

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“Vorrei sapere chi prendere a calci nel sedere”.
Sulla marea nera Obama perde le staffe in diretta tv. Un messaggio, poco retorico, indirizzato al numero uno di BP Tony Hayward: “Se fosse un mio dipendente – si è affrettato a chiarire alla NBC – non esiterei a licenziarlo”.

Concessione all’impulsività che tradisce umori e incertezze della Casa Bianca. Un balletto di rassicurazioni e allarmi, che ha partorito anche il dietrofront sulla moratoria alle trivellazioni offshore.
Vittoria degli imperativi economici sull’allarme ambientale, che preoccupa soprattutto i pescatori. Ormai un terzo, le acque del Golfo del Messico interdette alle loro reti. “Avevamo ricostruito questo posto – racconta uno di loro a Venice -. Tre mesi dopo l’uragano Katrina eravamo tornati a pesca. Fra tre mesi certo non staremo di nuovo pescando”.

Duecento i chilometri di coste fra Louisiana e Florida nel frattempo raggiunti dalle chiazze di greggio. Fra le quattro e le sei settimane, i tempi previsti dalla Guardia Costiera per ripulirle, una volta però che l’emorragia dal pozzo sarà del tutto arrestata.

Fra i primi a pagare il prezzo di intoppi e ritardi sono intanto centinaia di pellicani: emblema di un intero ecosistema, che rischia di morire soffocato da un manto di petrolio.