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Aperto a Parigi il processo a Jerome Kerviel

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Aperto a Parigi il processo a Jerome Kerviel

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Si è aperto a Parigi il processo a carico di Jerome Kerviel, l’ex trader di Societe Generale che con le sue speculazioni ha fatto perdere all’istituto quasi 5 miliardi di euro.

Il 33enne è accusato di frode e contraffazione. Ma nella sua autobiografia, uscita qualche settimana fa, si definisce come l’ingranaggio di un sistema che sapeva e taceva per interesse.

Il suo avvocato sostiene che la verità sia quella raccontata dai mercati: “spero – ha detto – che Societe Generale non continui a occultare elementi”.

L’accusa sostiene che nelle prime settimane del 2008 Kerviel acquisì posizioni speculative per quasi 50 miliardi di euro, scommettendo su un rialzo dei mercati. Avrebbe agito senza l’autorizzazione dei superiori, sfruttando le maglie larghe del sistema di controllo di Societe Generale. Un sistema che conosceva a perfezione.

“Kerviel si mosse da solo, all’insaputa dei suoi superiori, anche se, in effetti, i sistemi di allarme scattati con le frodi non hanno permesso di scoprirlo prima”.

Secondo alcuni analisti, alla sbarra c‘è un intero sistema che si è rivelato inefficace.

“Il processo a Jerome Kerviel è un processo al sistema che veniva adottato da banche e mercati finanziari, piuttosto che un processo per le frodi annunciate da Societe Generale. Non possiamo dire fino a che punto si arrivasse, quali operazioni superassero il limite imposto dalla direzione”.

La sentenza è prevista per il 25 giugno e Kerviel rischia cinque anni di carcere, un’ammenda da 375mila euro più i risarcimenti.