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Gaza: diplomazia al lavoro, tra mille difficoltà

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Gaza: diplomazia al lavoro, tra mille difficoltà

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Israele deve essere punita, e il blocco della Striscia di Gaza deve cessare subito: il premier turco, Recep Tayyip Erdogan, in occasione di un incontro con il presidente siriano Bashar al Assad, ha usato parole forti:

“Abbiamo perso nove vite. Israele deve pagare e lo farà. Noi continueremo ad agire nel quadro della legalità internazionale”.

La Turchia spera di ottenere il massimo appoggio dalla Siria e dagli altri Paesi impegnati nel vertice di Istanbul sulla sicurezza regionale: Russia, Iran, Afghanistan, Pakistan. Partecipa anche il presidente dell’Autorità Palestinese, Mahmoud Abbas.

Il vice-presidente americano Joe Biden cerca di ricucire, e di elaborare nuove soluzioni per Gaza. Lo ha detto incontrando il presidente egiziano, Hosni Mubarak.

Ma non è chiaro quanto margine possa avere, né quanto tempo: da una parte, altre navi stanno per dirigere sulla striscia di Gaza, si tratta di navi umanitarie dall’Iran, con i guardiani della rivoluzione che si dicono pronti a una scorta armata. L’ennesima provocazione iraniana, dice Israele, ma la decisione presa oggi, di procedere con un’inchiesta interna invece che internazionale, non aiuta a stemperare i toni.