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Freedom Flotilla, un testimone racconta

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Freedom Flotilla, un testimone racconta

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Che cos‘è successo esattamente quel 31 maggio a bordo della Mavi Marmara? Le versioni sono contrastanti: secondo Israele i soldati hanno agito per legittima difesa, mentre gli attivisti affermano che i militari hanno sparato alla cieca sui passeggeri.

Marcello Faraggi, giornalista italiano, al momento dell’assalto si trovava su una delle navi della Freedom Flotilla. E anche se gli israeliani hanno confiscato ai giornalisti il materiale che avevano raccolto, lui è riuscito a salvare qualche immagine. Non, però, quelle che avrebbero dato consistenza alla sua testimonianza: che a bordo della Mavi Marmara non c’erano armi.

“Ho davvero potuto vedere che c’erano solo cose come sedie a rotelle, materiale per prefabbricati, medicinali eccetera – racconta -. Ma l’esercito ha confiscato tutte le mie cassette e l’unica cosa che sono riuscito a nascondere e a portare via con me è stata questa memory card. Perché hanno sequestrato tutto il mio materiale in violazione di tutte le leggi internazionali.

“Dei testimoni oculari mi hanno detto che i primi soldati sono stati trattenuti da alcuni attivisti turchi, e quelli che sono arrivati subito dopo sulla nave hanno sparato immediatamente, e due o quattro uomini sono morti sul colpo. Gli altri sono rimasti feriti e sono morti mentre venivano trasportati ad Ashdod.

“Noi siamo riusciti a scappare, e due ore dopo i soldati sono saliti sulla nostra nave e hanno cercato di costringerci a fermare i motori, dicendo che mettevamo in pericolo il cargo con gli aiuti umanitari, e che mettevamo in pericolo tutti i passeggeri. Ma vedete chi ha messo davvero in pericolo i passeggeri? Lo vediamo, come erano armati”.