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La marea nera arriva in Florida. E Obama attacca BP

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La marea nera arriva in Florida. E Obama attacca BP

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La marea nera è arrivata a lambire anche la Florida. Dopo Louisiana, Mississippi e Alabama, le onde hanno portato il catrame sulla spiaggia di Pensacola, uno dei paradisi naturali dello Stato americano. I contraccolpi sull’economia della zona saranno pesantissimi: qui l’industria del turismo ha un giro d’affari pari a 60 miliardi di dollari all’anno.

“Odio tutto ciò. Ho vissuto qui tutta la mia vita. Questa è la mia spiaggia – dice Buck Lee, Executive Director Santa Rosa Island Authority – e non voglio vederla con il petrolio. Se queste piccole palline
sono ciò che abbiamo, possiamo raccoglierle e andare avanti”.

Terza visita intanto per Barcak Obama in Louisiana. Il presidente degli Stati Uniti ha duramente criticato BP per aver speso 50 milioni di dollari per rifarsi l’immagine e per l’intenzione di pagare dieci miliardi di dollari in dividendi agli azionisti della società. E la gente, colpita dalla catastrofe, chiede un intervento più deciso.

“Ovviamente – racconta Jerry Bodiford – la gente è preoccupata perché non è stato fatto alcunché di serio. Si accusano a vicenda ma la cosa più triste è quando vedi le persone che ne subiscono le conseguenze. Questa è una bella zona per pescare. Ed è orribile vedere le persone che hanno perso i loro mezzi di sussistenza”.

Veterinari e specialisti intanto sono al lavoro per tentare di salvare il salvabile in una delle oasi faunistiche della Louisiana. Negli ultimi due giorni sono stati recuperati almeno 75 uccelli, tra cui 41 pellicani, simbolo della zona, ricoperti dal catrame.