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Marea nera: le immagini che "disturbano" BP

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Marea nera: le immagini che "disturbano" BP

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Il pellicano, simbolo dello stato della Louisiana – è il primo a pagare il prezzo, tragico, della marea nera. Le cifre parlano chiaro: fino ad ora un centinaio di grossi uccelli ricoperti di petrolio sono stati recuperati dai fluitti, ma è solo l’inizio.

Sono immagini come queste che BP ha cercato di bloccare tenendo alla larga la stampa dalle zone inquinate. L’habitat naturale è diventato un cocktail velenoso per centinaia di specie, molte delle quali rischiano l’estinzione. “Abbiamo visitato le zone in cui la marea nera comincia a raggiungere la riva -dicce Michael Brune, attivista ambientalista-e appare come una miscela di acqua e frammenti di petrolio, milioni di chiazze di greggio che approdano nelle zone acquitrinose e le saline con un effetto devastante”.

L’agenzia per la protezione dell’ambiente americana avverte: all’inizio c‘è un impatto enorme sulla vita acquatica, ma gli effetti a lungo termine non sono noti, soprattutto l’effetto delle tonnellate di sostanze chimiche versate per cercare di disperdere le chiazze di petrolio.

I cosiddetti dispersanti, come il Corexit, hanno effetti tossici non ancora studiati sul lungo termine e in queste quantità. Inoltre fanno precipitare il petrolio sui fondali, dove non lo si vede ma è ancora più dannoso perchè incide sulla riproduzione delle specie acquatiche.