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La diplomazia al lavoro in Medio oriente

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La diplomazia al lavoro in Medio oriente

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E’ l’ora di raccoglie i cocci dopo l’attacco israeliano sulle navi della flottiglia.
Oggi l’emissario della Casa Bianca George Mitchell ha incontrato il premier israeliano Benjamin Nethaniahu a Betlemme. Gli Stati Uniti hanno lasciato intendere che il blocco di Gaza non è sostenibile. Secondo un giornale americano Nethaniahu avrebbe accettato di esplorare soluzioni creative per far arrivare aiuti umanitari nella Striscia.

Anche Tony Blair, inviato speciale del quartetto per il Medioriente, dice che il blocco deve cessare.
“Serve una politica diversa per Gaza, ma questo era vero anche prima dell’incidente”.

tra tutte le voci che chiedono la fine del blocco per Gaza, la più decisa è quella della Turchia, che ha minacciato di boicottare i legami economici con Israele.

Questa analista turca dice che il governo del suo paese sta facendo pressione per un cambio della leadership in Israele. Altrimenti, i due governi non potranno convivere in Medio oriente.

La Turchia, da unico paese musulmano alleato di Israele, è diventata quasi dall’oggi al domani il campione della causa palestinese. A Gaza questo fatto non è passato inosservato. La mezzaluna turca ha fatto capolino, insieme alle tazze con Erdogan nei negozi di souvenir, aggiungendosi ai souvenir con l’immagine di Arafat.