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La Turchia chiede scuse ufficiali a Israele

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La Turchia chiede scuse ufficiali a Israele

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Mettere fine all’embargo di Gaza. Centinaia di persone hanno manifestato davanti all’ambasciata israeliana di Ankara, in Turchia, perché il governo Netanyhau revochi il provvedimento che isola la Striscia.

Dal presidente turco Abdullah Gül arriva intanto una richiesta formale di scuse per quanto accaduto lunedì notte: “Se Israele ammette e capisce i suoi errori, e cerca di cambiare la situazione, allora forse le nostre relazioni potranno essere ristabilite. Ma è chiaro che le cose non saranno più come prima”.

Il vicepresidente degli Stati Uniti Joe Biden ha dichiarato che Israele ha il diritto di controllare se all’interno della Striscia di Gaza vengano introdotte armi di contrabbando. Più diplomatico l’inviato speciale della Casa Bianca per il Medioriente George Mitchell, a Betlemme, in Cisgiordania, per una conferenza sugli investimenti in Palestina.

“Ci uniamo e sosteniamo – da detto Mitchell – le dichiarazioni del Consiglio di Sicurezza su questa tragedia. Continueremo a lavorare duramente perché tutte le necessità delle persone che vivono a Gaza vengano soddisfatte. Questo incidente sottolinea la necessità di progredire nei negoziati che conducano a due Stati”.

Prosegue intanto il viaggio della Rachel Corrie, la nave salpata dall’Irlanda con a bordo 750 tonnellate di aiuti umanitari. Il premier di Dublino ha chiesto che le venga permesso l’attracco. Il suo arrivo a Gaza è previsto per domenica. Sempre che riesca a forzare il blocco imposto dall’esercito israeliano.