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A Istanbul il racconto degli attivisti della "Freedom Flottilla"

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A Istanbul il racconto degli attivisti della "Freedom Flottilla"

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Una folla commossa ha accolto in Turchia gli attivisti della “Freedom Flottilla”. All’aereoporto di Istanbul c’erano migliaia di persone. Hanno sventolato bandiere palesinesi e gridato slogan anti-israeliani. Insieme agli attivisti, da Israele sono arrivate anche le bare con dentro i corpi delle nove persone morte nel blitz dell’esercito dello Stato ebraico.

Gli attivisti, circa cinquecento, in maggioranza di nazionalità turca, ma anche britannica, norvegese, olandese e spagnola, sono arrivati a bordo di tre aerei. In tanti sono stati rimpatriati senza effetti personali, se non un po’ di vestiti e il passaporto. Qualcuno racconta di un viaggio orribile. Mario Darma, tedesco, dice: “Era come se stesse per iniziare la terza guerra mondiale”. Anna Dio, aggiunge: “È stato terribile. Volevamo andare a Gaza per portare aiuti umanitari, invece siamo stati attaccati dai militari di notte, al buio, in mare, da centinaia di militari che ci hanno sparato e ci hanno catturato. È stato uno shock”.

Alcuni degli attivisti rimasti feriti sono stati trattenuti negli ospedali israeliani. Un altro gruppo, invece, resta in carcere.