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Rientrano gli attivisti filo-palestinesi

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Rientrano gli attivisti filo-palestinesi

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Hanno iniziato il loro rientro gli attivisti della Freedom Flottilla per i quali Israele ha disposto il rimpatrio forzato. Al di là del valico dell’Allenby Bridge, in Giordania, oltre l’Allenbby Bridge, una parte di loro, circa un centinaio, è stata accolta da autorità e giornalisti. Sul convoglio di sei navi attaccato lunedì dai militari dello Stato ebraico c’erano circa 700 persone di una quarantina di nazionalità diverse.

A Londra, all’aeroporto di Heathow, un attivista scozzese – Hasan Nowarah – racconta i momenti dello scontro: “Ho visto centinaia di gommoni pieni di soldati – dice – e grosse navi e credo ci fossero anche sottomarini nella zona. Sparavano proiettili di vernice, quelli che si usano nei giochi di guerra. Ci sparavano. Ero a terra, così ho iniziato a scalciare. Mentre scalciavo, uno di loro, con la pistola, ha preso di mira la mia gamba…”

La decisione delle autorità di Israele fa seguito all’ondata di sdegno internazionale e alla condanna delle Nazioni Unite per il blitz di lunedì mattina costato la vita a 9 civili. In questo modo Israele rinuncia tra l’altro a processare gli attivisti filo-palestinesi accusati di violenza contro i militari israeliani.