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Aghata, la terra inghiotte le case a Guatemala City

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Aghata, la terra inghiotte le case a Guatemala City

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L’hanno già battezzata “la porta dell’Inferno”. Le immagini della voragine che a Guatemala City ha inghiottito una palazzina di 3 piani fanno il giro del mondo. 20 metri di diametro, dai 60 ai 100 di profondità. Un fenomeno naturale il cui effetto è amplificato dall’urbanizzazione selvaggia della capitale. Il bilancio delle vittime e dei dispersi dopo il passaggio in America Latina della tempesta tropicale Aghata ha ormai superato quota 300. Il Guatemala lo Stato più colpito con 152 morti e 100 dispersi.

Il Presidente Alvaro Colom ha parlato di “una tragedia umana, sociale ed economica” e ha dichiarato lo stato d’emergenza, in vigore anche in Honduras e El Salvador.

In un solo fine settimana la devastazione portata da Aghata, prima tempesta tropicale della stagione, ha causato 300.000 sinistrati.

La sola notizia positiva è la riapertura dell’aeroporto guatemalteco La Aurora, dopo 4 giorni di blocco dovuto all’eruzione del vulcano Pacaya, 50 chilometri circa a Sud di Guatemala City. Gli Stati Uniti hanno già inviato un primo aereo e 4 elicotteri di aiuti umanitari.

In Honduras i morti accertati sono una ventina, 3.000 le persone evacuate. L’Unione Europea ha sbloccato 3 miliardi di euro di aiuti per le zone colpite.