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Sulla marea nera, ora il timore per gli uragani

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Sulla marea nera, ora il timore per gli uragani

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Per l’Atlantico oggi si apre la stagione degli uragani, e anche con questo si deve fare i conti nel Golfo del Messico. BP potrebbe dovere cambiare i suoi piani, mentre in Louisiana centinaia di persone lavorano senza interruzioni per ripulire la costa. Ormai sono trascorsi oltre quaranta giorni dall’incidente che ha provocato il più grave disastro ecologico nella storia degli Stati Uniti. “Gli operatori sono al lavoro, sotto il sole, non si fermano mai, stanno pulendo con tessuto assorbente, cercando di salvare quanto possibile – spiega un portavoce della Guardia costiera. Qui, in particolare, lo scopo è quello di minimizzare l’impatto, ma la vegetazione è destinata a morire”.

I fallimenti nell’arginare la fuoriuscita di greggio hanno fatto perdere oggi fino al 12 percento alla Borsa di Londra a British Petroleum. I vertici hanno già fatto sapere che per la soluzione finale, il pozzo di riserva, occorerrà attendere fino ad agosto. “Tutto quello che posso dirvi – spiega un portavoce di BP- è che dal primo giorno abbiamo trasferito qui risorse da tutto il mondo per proteggere la costa e contenere la fuoriuscita. In questo stato abbiamo una forza equivalente a una città di circa 20.000 persone”.

Che per ora, tuttavia, non sembra bastare. Sott’acqua si procede per tentativi, per cercare in qualche modo di recuperare il petrolio che potrebbe ancora uscire. Una lotta contro il tempo, in un periodo in cui, secondo gli esperti, molte specie animali scelgono il Golfo del Messico per una sosta nelle migrazioni o per riprodursi.