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Israele, centinaia di attivisti ancora detenuti

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Israele, centinaia di attivisti ancora detenuti

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Sono centinaia gli attivisti detenuti in Israele all’indomani dell’attacco al convoglio umanitario. Tra questi anche sei italiani. Molti sono rinchiusi nella prigione di Ela, nel sud del paese. La Nato ne chiede il rilascio immediato, come anche l’Onu. E un’inchiesta imparziale sull’accaduto.

Gabi Lavski, rappresentante legale dei detenuti svedesi, sostiene che non ci siano giustificazioni per trattenerli. “Le autorità israeliane – dice – sostengono che siano entrati illegalmente nelle loro acque territoriali, ma sappiamo che sono stati arrestati in acque internazionali e poi dirottati nelle acque israeliane”.

Lo stato ebraico ha diffuso le riprese aeree effettuate durante il blitz sull’imbarcazione turca Marmara. Mostrano alcuni attivisti armati di sbarre che si scontrano con i soldati.

Ma i partecipanti all’operazione Free Gaza, già espulsi e ritornati in Europa, raccontano una versione diversa, accusando i militari di aver fatto un uso eccessivo della forza, aprendo il fuoco sui civili.