ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

Bastonate ed elettroshock. I rimpatriati da Gaza raccontano

Lettura in corso:

Bastonate ed elettroshock. I rimpatriati da Gaza raccontano

Dimensioni di testo Aa Aa

Il sollievo e l’abbraccio della folla, dopo le bastonate e l’elettroshock. Da Istanbul a Berlino, arrivano i racconti dei primi 48 rimpatriati, che erano a bordo della Freedom Flottilla.
Fra loro anche una bimba turca di un anno insieme alla madre: “Sono soprattutto contenta che sia troppo piccola per ricordare – racconta Nilufer Cetin dalla sede di IHH, una delle Ong turche che ha organizzato la spedizione -. Ma se un giorno dovesse ripresentarsi l’occasione, non esiterei a portarla di nuovo con me”.
Negli abbracci di amici e parenti si scioglie anche la tensione degli attivisti greci. Molti di loro sarebbero ancora detenuti in Israele. Nei racconti di quelli già rientrati ad Atene, a dominare è intanto la rabbia.
“La violenza che ci hanno praticato – racconta Michail Grigoropoulos, uno di loro – è stata sia fisica che psicologica. Ad alcuni di noi è stato fatto l’elettroshock. Ci puntavano i fucili alla testa, e mentre eravamo a terra, per umiliarci, giravano anche dei video”.
Scene che si ripetono anche all’aeroporto di Berlino-Schoenefeld. Mentre i sei italiani sono ancora nel carcere israeliano di Bersheeva, a parlare di “rapimento” e “violazione delle leggi internazionali”, sono qui alcuni membri del partito Die Linke.